Dai classici al presente
Alcibiade ascolta Socrate e gli dà ragione. Poi torna fra gli altri, e il desiderio di essere ammirato prende il sopravvento. Capire non basta a cambiare ciò che si desidera.
In Sudditi digitali è il sedotto. Brillante, consapevole dei rischi, affascinato dalle possibilità che le piattaforme gli offrono.
Conoscere i meccanismi che catturano l’attenzione non toglie il piacere di ricevere una risposta, trovare un pubblico, sentirsi riconosciuti. E quei servizi offrono anche occasioni reali di relazione e di lavoro.
Ma sapere di essere influenzati basta a rendere libera una scelta?
Negli undici dialoghi di ispirazione platonica del libro, Alcibiade porta questa contraddizione nel confronto sulla sovranità cognitiva. Comprendere i rischi è un inizio; poter scegliere richiede anche garanzie e alternative praticabili.
«Lo so che le piattaforme mi usano.
Le uso lo stesso.
Non per ingenuità: per scelta.Conosco i rischi
e mi lascio affascinare comunque.Il desiderio non si governa.
Almeno lo riconosco.»
