SUDDITIDIGITALITutti i fascicoli
Fascicolo di Trasimaco con un megafono e una rete di connessioni disegnati a matita

I personaggi

Trasimaco

La voce della piattaforma

«Ogni governo stabilisce le leggi per il proprio vantaggio.
[…]
E dichiara giusto per i sudditi
ciò che conviene a sé,
punendo chi se ne allontana
come trasgressore della legge e della giustizia.»

Platone, Repubblica, I, 338e
Parla Trasimaco — traduzione libera dal greco

Dai classici al presente

Nella Repubblica di Platone, Trasimaco mette Socrate davanti a una tesi scomoda: chi esercita il potere chiama giusto ciò che gli conviene.

In Sudditi digitali è la voce della piattaforma. Rivendica risultati concreti: persone connesse, conoscenza accessibile, possibilità prima riservate a pochi. E crede davvero nel valore di ciò che fa.

La sua convinzione merita di essere discussa. Aver costruito un servizio utile basta a legittimare il potere di stabilire le regole per chi lo usa? E come può far valere i propri diritti chi dipende da quel servizio?

Negli undici dialoghi di ispirazione platonica del libro, Trasimaco incontra persone che abitano i sistemi di cui difende le ragioni. Dal confronto emerge la questione della sovranità cognitiva: poter comprendere, formarsi un giudizio e farlo contare anche di fronte a chi stabilisce le condizioni della nostra vita digitale.

Perché il potere ha bisogno di rispondere delle proprie scelte anche quando è convinto di fare il bene di tutti.

«Ho connesso miliardi di persone.
Ho dato voce a chi non ne aveva.
Ho abbattuto monopoli
che sembravano eterni.

Sui fatti ho ragione.
Sui valori sono certo di averla.

Non sono il cattivo:
ci credo davvero.
»