Dai classici al presente
Nella Repubblica di Platone, Trasimaco mette Socrate davanti a una tesi scomoda: chi esercita il potere chiama giusto ciò che gli conviene.
In Sudditi digitali è la voce della piattaforma. Rivendica risultati concreti: persone connesse, conoscenza accessibile, possibilità prima riservate a pochi. E crede davvero nel valore di ciò che fa.
La sua convinzione merita di essere discussa. Aver costruito un servizio utile basta a legittimare il potere di stabilire le regole per chi lo usa? E come può far valere i propri diritti chi dipende da quel servizio?
Negli undici dialoghi di ispirazione platonica del libro, Trasimaco incontra persone che abitano i sistemi di cui difende le ragioni. Dal confronto emerge la questione della sovranità cognitiva: poter comprendere, formarsi un giudizio e farlo contare anche di fronte a chi stabilisce le condizioni della nostra vita digitale.
Perché il potere ha bisogno di rispondere delle proprie scelte anche quando è convinto di fare il bene di tutti.
«Ho connesso miliardi di persone.
Ho dato voce a chi non ne aveva.
Ho abbattuto monopoli
che sembravano eterni.Sui fatti ho ragione.
Sui valori sono certo di averla.Non sono il cattivo:
ci credo davvero.»
