SUDDITIDIGITALI

La Carta

Carta dei diritti cognitivi del cittadino

La sovranità digitale appartiene al popolo.

I dieci articoli che seguono raccolgono in forma sintetica i diritti che emergono dai dialoghi del libro. Costituiscono la bozza (non una proposta legislativa, non un testo definitivo, solo qualche spunto su cui riflettere) di quella che potrebbe essere una carta dei diritti per le democrazie del nostro tempo.

Il percorso della Carta: idee, passaggi e domande

La Carta

Carta dei diritti cognitivi del cittadino

Le idee

Una carta di diritti cognitivi per restituire la sovranità al popolo

Poiché la sovranità digitale appartiene al popolo, le democrazie del nostro tempo hanno bisogno di una carta dei diritti cognitivi del cittadino che garantisca a ogni persona accesso, pluralità, spazio mentale privato, conoscenza dell’interlocutore, dei criteri e dell’origine dei contenuti, e tutele contro la decisione automatizzata (alternativa umana, intelligibilità, habeas corpus digitale, irriducibilità al profilo), obbligando chi governa infrastrutture e sistemi a rispondere del potere che esercita.

Punti da tenere a mente

  • L’accesso alle infrastrutture digitali non si esaurisce nella disponibilità degli strumenti: comprende la formazione per usarli con consapevolezza e il supporto necessario per garantirlo a tutti i cittadini.
  • La Carta dei diritti cognitivi del cittadino, che raccoglie in dieci articoli i diritti emersi dai dialoghi di «Sudditi digitali», è una bozza di ciò che potrebbe essere una carta dei diritti per le democrazie del nostro tempo: non una proposta legislativa né un testo definitivo, ma spunti su cui riflettere.
  • Chi governa le infrastrutture attraverso le quali si forma l’opinione pubblica deve rispondere di come esercita quel potere, con trasparenza e controlli democratici.

I dieci articoli

I dieci articoli che seguono raccolgono in forma sintetica i diritti che emergono dai dialoghi del libro. Costituiscono la bozza (non una proposta legislativa, non un testo definitivo, solo qualche spunto su cui riflettere) di quella che potrebbe essere una carta dei diritti per le democrazie del nostro tempo.

La sovranità digitale appartiene al popolo.

  1. 1Rimozione degli ostacoli digitali
  2. 2Pluralità degli orizzonti cognitivi
  3. 3Alternativa umana nelle decisioni rilevanti
  4. 4Spazio mentale privato
  5. 5Diritto a sapere con chi si interagisce
  6. 6Trasparenza algoritmica
  7. 7Origine dei contenuti
  8. 8Habeas corpus digitale
  9. 9Irriducibilità della persona
  10. 10Intelligibilità delle decisioni

Passaggi dal libro

Ciò che vale per il corpo del cittadino vale per la sua presenza digitale.

Sudditi digitali, «Carta dei diritti cognitivi del cittadino», sezione «Articolo 8 – Habeas corpus digitale»

I comportamenti del passato descrivono ciò che una persona è stata: non possono determinare ciò che può diventare.

Sudditi digitali, «Carta dei diritti cognitivi del cittadino», sezione «Articolo 9 – Irriducibilità della persona»

La sorveglianza non può diventare la condizione implicita di ogni attività digitale.

Sudditi digitali, «Carta dei diritti cognitivi del cittadino», sezione «Articolo 4 – Spazio mentale privato»

La sovranità digitale appartiene al popolo.

Sudditi digitali, «Carta dei diritti cognitivi del cittadino»

Nessun algoritmo può essere l’unico arbitro di scelte che hanno un impatto significativo sulla vita di una persona.

Sudditi digitali, «Carta dei diritti cognitivi del cittadino», sezione «Articolo 3 – Alternativa umana nelle decisioni rilevanti»