SUDDITIDIGITALI

Nei dialoghi

Filo per filo

Di come un nodo famoso per la spada fu sciolto con la penna

Ne discutono: Filemone · Bauci · Solone · Ipazia · Alcibiade · Creonte · Dedalo · Trasimaco

Il caso

La sera di Gordio: otto persone scrivono una carta dei diritti

Gli otto interlocutori dei dialoghi si ritrovano nell’agorà di Gordio e, a partire dalle proprie storie, discutono e correggono con una vecchia penna una bozza che pone in cima «La sovranità digitale appartiene al popolo» e ordina dieci diritti; il disaccordo non scompare, ma tutti ne portano via una copia per farla discutere altrove. Dal confronto nasce una proposta di diritti aperta alla discussione e al contributo di altri.

Le idee

Dieci diritti, un solo disegno

I diritti di chi abita lo spazio digitale non sono dieci questioni separate ma un unico disegno, che segue il percorso con cui il potere dei sistemi incontra una persona (l’accesso, il luogo, ciò che le arriva, ciò che si decide di lei) e i cui elementi si reggono a vicenda; servono anche a chi oggi cede volontariamente dati e libertà, perché garantiscono che una scelta resti reversibile.

I nodi del digitale si sciolgono formulando diritti, non tagliando

I problemi posti dal potere digitale non si risolvono con il gesto rapido di chi impone una soluzione, ma ricostruendo caso per caso come si intrecciano e dando un nome a ciò che è ingiusto: formulare i diritti, in parole che tutti possano leggere e discutere, non basta a garantirli, ma indica la direzione in cui una società vuole andare anche quando il diritto è più lento della tecnologia e gli strumenti per attuarli non ci sono ancora.

La sovranità digitale appartiene al popolo

Il digitale ha spostato il luogo e il modo in cui si decide: una parte del potere è passata, senza che nessuno lo scegliesse, a sistemi che tutti usano e nessuno controlla. La sovranità, intesa come potere che risponde a qualcuno, va quindi riaffermata come appartenente al popolo: nello spazio digitale non può decidere soltanto chi lo gestisce, e occorre stabilire quali diritti ha chi lo abita, come può farli valere e chi può farli rispettare.

Punti da tenere a mente

  • Il principio per cui la sovranità digitale appartiene al popolo non aggiunge un diritto agli altri dieci: è il punto di partenza di tutti e ciò che li tiene insieme.
  • Il diritto di accesso viene per primo perché, se non si può entrare nello spazio digitale, tutti gli altri restano diritti dei soci di un club e non di una comunità.
  • Il cambiamento più profondo prodotto dal digitale riguarda il luogo e il modo in cui si decide: chi decide, secondo quali criteri, e quanto quelle decisioni si possano ancora capire, contestare e cambiare.

I concetti

Passaggi dal libro

Il nodo non è stato tagliato. È stato sciolto. Filo per filo, nome per nome, storia per storia.

Sudditi digitali, «Filo per filo»

Chi sa ricostruire il percorso del filo non ha bisogno della spada.

Sudditi digitali, «Filo per filo»

Una scelta resta davvero una scelta finché puoi cambiarla senza perdere tutto.

Sudditi digitali, «Filo per filo»

La sovranità digitale appartiene al popolo.

Sudditi digitali, «Filo per filo»

L’umano dove conta e che conti davvero.

Sudditi digitali, «Filo per filo»

Domande aperte

Chi deve decidere quali decisioni automatizzate hanno un impatto abbastanza significativo sulla vita di una persona da richiedere un riesame umano, se lasciarlo a chi gestisce il sistema rischia di far sì che quasi nessuna decisione sia considerata abbastanza importante?

Una volta formulati i diritti e stabiliti nuovi limiti per chi gestisce gli spazi digitali, chi ha il potere di farli rispettare, e con quali strumenti, nel tempo in cui il diritto non ha ancora raggiunto la tecnologia?

Con quale legittimazione un piccolo gruppo può scrivere i diritti di chi non è presente, e come una bozza nata così diventa davvero di tutti, attraverso le discussioni, le correzioni e i disaccordi che la attendono?