Reversibilità della scelta
Condizione per cui una scelta resta davvero tale solo finché la si può cambiare senza perdere tutto; è ciò che i diritti garantiscono anche a chi oggi cede volontariamente dati e libertà.
L’obiezione è seria: i diritti proteggono le persone da cose che le persone, in larga parte, vogliono, e a cui dicono di sì senza pensarci troppo. Ma un diritto non serve soltanto quando lo si vuole esercitare: serve a garantire che lo si possa ancora fare quando si cambia idea. Scegliere oggi qualcosa perché è comodo non significa rinunciare alla possibilità di scegliere diversamente domani, magari quando ci si rende conto di che cosa hanno comportato le proprie rinunce. Il problema è che nel frattempo su quei servizi si è costruita una parte della propria vita: dopo mille accettazioni, ciascuna valida per quella volta sola, tirarsi indietro può voler dire rinunciare a servizi, relazioni o al pubblico costruito su una piattaforma. Una scelta resta una scelta finché la si può cambiare senza perdere tutto. Per questo servono i diritti: per poter esercitare ogni volta, liberamente, le proprie scelte.
Detto anche
poter cambiare idea · scelta che si può cambiare senza perdere tutto
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Cosa ne dice il libro
- È vero che le persone in larga parte vogliono i servizi digitali e cedono dati senza pensarci, ma un diritto non serve solo quando lo si vuole esercitare: garantisce di poterlo fare quando si cambia idea, perché una scelta resta tale solo finché la si può cambiare senza perdere servizi, relazioni e pubblico costruiti su una piattaforma.Sudditi digitali, «Filo per filo»