SUDDITIDIGITALI

I concetti

Spazio cognitivo collettivo

Il luogo in cui una collettività si informa e forma le proprie idee: una cosa comune a tutti e insieme un’infrastruttura essenziale, perché distribuisce le condizioni stesse del giudizio politico.

Lo spazio cognitivo collettivo è il canale attraverso cui le persone si informano, si fanno un’idea e decidono che cosa pensare di una legge, di un candidato, di un governo. È sempre stato una cosa come il cielo, una res communis omnium: di tutti, non perché una norma lo proteggesse, ma perché nessuno era in grado di appropriarsene. Proprio per questo nessuna legge lo ha mai tutelato in quanto tale, e il diritto si trova disarmato ora che qualcuno ci è arrivato. Va letto come un’infrastruttura essenziale per la vita collettiva, al pari di ferrovie, telecomunicazioni ed energia, e forse come la più importante mai esistita, perché non distribuisce merci o energia ma le condizioni del giudizio politico. Chi la controlla non decide che cosa si pensa: decide quali pensieri possano circolare, incontrarsi e diventare opinione condivisa, e dunque l’orizzonte entro cui il dibattito potrà svolgersi. Controllarla significa controllare qualcosa che appartiene a tutti.

Detto anche

canale in cui si forma il pensiero collettivo · infrastruttura del giudizio politico · luogo in cui un popolo si forma le proprie idee · res communis omnium dell’informazione

Dove nasce

Cosa ne dice il libro

  • L’uso degli strumenti di una piattaforma per una campagna mirata contro un avversario politico è grave, ma è una questione di regole elettorali affrontabile con norme più severe; il problema vero è a monte, nel fatto che il gestore della piattaforma è proprietario del canale attraverso cui milioni di persone si informano, e che quel canale obbedisce a regole scritte da lui, modificabili a suo piacimento, su cui nessuna istituzione democratica ha realmente voce in capitolo.Sudditi digitali, «Il monopolio del cielo»; ripreso in radio e tv: «Telegram e l’arresto di Durov. Social Network, legalità e sicurezza. Stefano Epifani a Casa Italia Rai. 23 settembre 2024» (Rai Italia – Casa Italia, 24 settembre 2024)
  • Il luogo in cui un popolo si forma le proprie idee è sempre stato una cosa comune a tutti, come il cielo, non perché una legge lo proteggesse ma perché nessuno era in grado di appropriarsene: per questo il diritto si trova disarmato ora che qualcuno ci è arrivato.Sudditi digitali, «Il monopolio del cielo»
  • La categoria romana delle res communes omnium poggiava su un presupposto di fatto e non di principio, cioè l’abbondanza che rende impossibile l’appropriazione: quando il presupposto cambia, come è accaduto per l’acqua e per il cielo, anche ciò che era comune a tutti diventa bene allocato, tariffato e venduto.Sudditi digitali, «Il monopolio del cielo»
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