SUDDITIDIGITALI

I concetti

Sudditi digitali

Condizione di chi resta formalmente cittadino, con tutti i diritti conquistati, ma è sostanzialmente suddito perché non conosce né può contestare i criteri con cui i sistemi digitali costruiscono ciò che vede e le decisioni che lo riguardano.

I cittadini delle democrazie occidentali hanno, sulla carta, tutti i diritti conquistati in sette secoli di storia: possono votare, parlare, manifestare. Ma sempre più spesso non sanno quale notizia apparirà per prima sul loro schermo, come vengono valutati dai sistemi che decidono di un mutuo, se ciò che vedono è reale o artefatto, se parlano con un essere umano o con una macchina, se le opinioni che si formano sono frutto del loro pensiero o di un ambiente informativo costruito per orientarle. Da qui la formula: formalmente cittadini, sostanzialmente a rischio di tornare sudditi. La condizione nasce dallo spostamento progressivo della sovranità dai cittadini verso soggetti privati non eletti, non revocabili e spesso nemmeno pienamente identificabili, ed è l’esito di una trasformazione silenziosa in due passaggi: dei cittadini in utenti e degli utenti in sudditi. Il rischio non è soltanto economico o tecnologico ma politico e culturale. Si diventa sudditi quando si smette di comprendere i criteri con cui vengono costruite le decisioni che ci riguardano, pur continuando ad avere diritti, procedure, garanzie e persino elezioni.

Detto anche

cittadini che tornano sudditi · da cittadini a utenti a sudditi · nuovi sudditi · feudalesimo digitale · sudditanza cognitiva

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Cosa ne dice il libro

  • I cittadini delle democrazie occidentali conservano sulla carta tutti i diritti conquistati, ma sempre più spesso non sanno come vengono selezionate le notizie che vedono, come sono valutati dai sistemi che decidono su di loro, se ciò che vedono è reale e se le loro opinioni sono frutto del proprio pensiero o di un ambiente informativo costruito per orientarle.Sudditi digitali, «Il potere senza palazzo», sezione «Ciò che abbiamo conquistato e ciò che rischiamo di perdere»
  • Quando la sovranità si sposta dai cittadini verso soggetti privati non eletti, non revocabili e spesso non pienamente identificabili, il rischio è politico e culturale prima che economico o tecnologico: la trasformazione silenziosa dei cittadini in utenti e degli utenti in sudditi.Sudditi digitali, «Il potere senza palazzo», sezione «Ciò che abbiamo conquistato e ciò che rischiamo di perdere»
  • Quando si smette di comprendere i criteri con cui vengono costruite le decisioni che ci riguardano, si possono conservare diritti, procedure, garanzie e persino elezioni, ma una parte del potere si è già spostata altrove: non è una questione tecnica, riguarda i diritti, la libertà e il tipo di società che si vuole essere.Sudditi digitali, «Il potere senza palazzo», sezione «Ciò che abbiamo conquistato e ciò che rischiamo di perdere»
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