Diritto allo spazio mentale privato
Diritto di ogni persona a uno spazio in cui cercare, riflettere e formarsi un giudizio senza sentirsi sistematicamente tracciata e profilata.
Non è il diritto alla segretezza dei dati, ma qualcosa di più profondo: il diritto a esistere, anche solo per qualche ora al giorno, fuori dallo sguardo di un sistema che registra, interpreta e usa. Riprende il «right to be let alone» formulato da Warren e Brandeis nel 1890 e lo applica a un ambiente in cui la sorveglianza non ha né orari né confini fisici: nato contro chi espone, quel diritto va oggi ripensato anche contro chi, semplicemente, registra. Conta perché la sfera privata non è un privilegio né un lusso, ma la condizione in cui il pensiero critico si forma, in cui le opinioni non ancora consolidate trovano spazio e in cui la persona può essere qualcosa di diverso da ciò che mostra. In concreto chiede che i sistemi di raccolta dati siano progettati per minimizzare la sorveglianza passiva, che l’osservazione sia dichiarata e conoscibile, e che le condizioni d’uso siano scritte in modo che chi le firma capisca davvero cosa sta cedendo. Non è negoziabile, perché senza di esso non c’è pensiero libero, e senza pensiero libero la sovranità appartiene a chi osserva, non a chi pensa.
Detto anche
Spazio mentale privato · diritto a essere lasciati soli · diritto a una vita non osservata · diritto allo spazio mentale privato · right to be let alone · spazio mentale privato
Nella Carta
Art. 4 — Spazio mentale privato →
Dove nasce
Cosa ne dice il libro
- Quando lo spazio privato si restringe fino a coincidere con quello pubblico, non resta alcun luogo in cui il pensiero possa formarsi senza essere già in partenza performativo.Sudditi digitali, «La stanza trasparente», sezione «Il diritto che emerge»
- L’argomento «chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere» riduce la libertà alla sola assenza di illegalità: il diritto a custodire la sfera privata non dipende dall’avere qualcosa da nascondere.Sudditi digitali, «La stanza trasparente»
- Accettando la sorveglianza digitale non si cedono soltanto dati ma qualcosa di più intimo, la possibilità di avere una vita non osservata; per questo il problema non si esaurisce nella trasparenza dei contratti.Sudditi digitali, «La stanza trasparente»