SUDDITIDIGITALI

Nei dialoghi

Il monopolio del cielo

Di chi decide quali voci arrivano lontano

Ne discutono: Creonte · Solone · Dedalo · Trasimaco

Il caso

Il caso di Creonte: dodici voti svaniti in una notte

Una proposta di legge sui dati sanitari che aveva quarantadue voti sicuri ne perde dodici nella notte prima del voto, senza alcun fatto nuovo nel merito, sotto la pressione di centinaia di messaggi arrivati ai parlamentari dai collegi; nessuno è in grado di dire se quella mobilitazione sia stata spontanea o innescata da contenuti mirati sulla piattaforma. Il caso mostra che i voti svaniti sono il sintomo di uno spostamento di potere verso chi possiede il canale.

Le idee

Il canale in cui si forma il pensiero collettivo ha oggi un proprietario

Lo spazio in cui si forma il pensiero collettivo di una democrazia, che è sempre stato di tutti perché nessuno poteva appropriarsene, è oggi controllato da pochi soggetti privati non eletti: questi scrivono le regole del canale, decidono quali voci arrivano lontano e sono i soli a poterne osservare gli effetti politici su scala, mentre il controllo delle istituzioni fatica a essere tempestivo; è uno spostamento di potere avvenuto in silenzio, più velocemente della capacità delle istituzioni di governarlo.

La pluralità degli orizzonti cognitivi come principio di rango costituzionale

Poiché il canale in cui si forma il pensiero collettivo è un’infrastruttura essenziale per la vita democratica, il potere di chi lo controlla non può essere esercitato senza limiti, trasparenza e responsabilità democratica: che nessun attore privato possa controllarlo in regime di sostanziale monopolio va affermato come principio di rango costituzionale, sul modello di ciò che le democrazie hanno già fatto per le reti da cui tutti dipendevano, perché le garanzie si costruiscono sulle condizioni strutturali e non sulle intenzioni di chi detiene il potere.

Punti da tenere a mente

  • Il canale in cui si forma il pensiero collettivo è un’infrastruttura essenziale, forse la più importante mai esistita, perché distribuisce le condizioni stesse del giudizio politico: chi lo possiede non decide che cosa si pensa, ma quali pensieri possano circolare e diventare opinione condivisa, e dunque l’orizzonte entro cui il dibattito potrà svolgersi.
  • È vero che autorità e giudici esistono e che in Europa la Commissione può chiedere accesso a dati e algoritmi delle grandi piattaforme e imporre misure correttive, ma oggi nessuno dall’esterno può vedere ciò che una piattaforma fa con la stessa continuità, verificarlo in modo indipendente e intervenire con la stessa rapidità: le istituzioni devono accorgersi del problema, chiedere dati e ricostruire, mentre il gestore quelle informazioni le ha già.
  • Chi gestisce una piattaforma misura gli effetti delle proprie scelte su tutti gli utenti, in continuo e in condizioni reali, molto più di quanto qualunque ricercatore esterno possa vedere: è l’unico a poterli osservare su quella scala e a poter intervenire su ciò che osserva molto prima che chiunque altro ne comprenda gli effetti.

Il diritto che emerge

Diritto alla pluralità degli orizzonti cognitivi

Diritto di ogni persona a che lo spazio cognitivo collettivo non sia controllato da una concentrazione di soggetti: nessun attore privato può controllare in regime di sostanziale monopolio i canali in cui si forma il pensiero collettivo.

Art. 2 — Pluralità degli orizzonti cognitivi →

I concetti

Passaggi dal libro

Una palla di neve può diventare una valanga. Non sappiamo quando accadrà: è proprio per questo che chi possiede la montagna non può essere l’unico a sorvegliarla.

Sudditi digitali, «Il monopolio del cielo», sezione «Sintesi»

Il cielo sopra una democrazia non può avere un solo proprietario.

Sudditi digitali, «Il monopolio del cielo», sezione «Sintesi»

Le costituzioni si scrivono per i tempi cattivi, non per quelli buoni.

Sudditi digitali, «Il monopolio del cielo», sezione «Il diritto che emerge»

Chi lo possiede non decide cosa pensiamo. Decide quali pensieri abbiano la possibilità di circolare, di incontrarsi, di diventare opinione condivisa.

Sudditi digitali, «Il monopolio del cielo», sezione «Il diritto che emerge»

La scarsità non è nel contenuto. È nella mediazione.

Sudditi digitali, «Il monopolio del cielo»

Domande aperte

Chi governa, quando il terreno su cui si gioca la sfida politica appartiene a qualcun altro?

Chi, dall’esterno, può vedere ciò che una piattaforma fa con la stessa continuità con cui lo vede la piattaforma stessa, verificarlo in modo indipendente e intervenire con la stessa rapidità?

Qual è la dimensione reale degli effetti politici delle scelte algoritmiche delle piattaforme, e che cosa servirebbe per spostare il risultato di un’elezione?