SUDDITIDIGITALI
Fascicolo di Creonte, il decisore, con documenti, penna e clessidra disegnati a matita

I personaggi

Creonte

Il decisore

«Cedere è terribile;
ma resistere e precipitare nella rovina
è altrettanto terribile.
[…]
Che cosa devo fare?
Parla, e ti ascolterò.»

Sofocle, Antigone, vv. 1095–1099
Parla Creonte — traduzione libera dal greco

Dai classici al presente

Creonte ha il potere di decidere. In queste parole, però, il potere incontra il dubbio: insistere o cambiare strada? E chi ascoltare prima che sia troppo tardi?

In Sudditi digitali è il decisore pubblico. Crede nelle istituzioni, ma deve governare sistemi che cambiano più rapidamente degli strumenti con cui può comprenderli e regolarli.

«Devo governare ciò che faccio fatica a capire. Decido comunque, ogni giorno.»

Chi ha una responsabilità pubblica conosce questa tensione. Aspettare informazioni complete può significare arrivare quando le scelte decisive sono già state fatte da altri. Intervenire senza capire abbastanza può produrre conseguenze che si volevano evitare.

Come decidere in tempo, rendendo conto delle proprie scelte e lasciando aperta la possibilità di correggerle?

Negli undici dialoghi di ispirazione platonica del libro, Creonte porta il peso di questa domanda. La sovranità cognitiva riguarda anche le condizioni in cui si formano le decisioni pubbliche: le conoscenze disponibili, le voci ascoltate, la capacità dei cittadini di far valere i propri diritti.

Avere il potere di decidere non basta. Occorre poterlo esercitare prima che le decisioni degli altri rendano la nostra soltanto formale.

«Credo ancora nella cosa pubblica,
nonostante tutto.

Il mondo corre,
le istituzioni no.

Devo governare ciò che faccio fatica a capire.

Decido comunque, ogni giorno.

So di avere il potere,
e ne porto il peso.»

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La voce di Creonte nei dialoghi