SUDDITIDIGITALI
Fascicolo di Solone, il giurista, con i fogli di Bauci e una penna disegnati a matita

I personaggi

Solone

Il giurista

«Il buon governo dà ordine ed equilibrio a ogni cosa;
[…]
raddrizza le sentenze storte
e mitiga le azioni arroganti;
[…]
grazie a esso, ogni cosa tra gli uomini
diviene armoniosa e assennata.»

Solone, Eunomia («Elegia del buon governo»),
fr. 4 West, passi dai vv. 32–39.
Traduzione libera dal greco.

Dai classici al presente

Il buon governo si riconosce da ciò che rende possibile nella vita delle persone: correggere un’ingiustizia, contenere un abuso, dare equilibrio alla convivenza.

In Sudditi digitali, Solone è il giurista. Davanti a un problema nuovo cerca nei principi e nelle norme gli strumenti per affrontarlo. Confida nella capacità delle istituzioni di svolgere il proprio compito.

«Credo ancora che le istituzioni possano fare ciò per cui sono nate.»

Ma una tutela scritta deve poter essere usata. Se una decisione automatica ci esclude da un servizio, occorre sapere a chi rivolgersi, come contestarla e chi possa correggerla.

Come far valere i diritti quando il potere si esercita attraverso sistemi che fatichiamo a comprendere?

Negli undici dialoghi di ispirazione platonica del libro, la fiducia di Solone incontra l’esperienza degli altri: chi costruisce quei sistemi, chi li governa, chi ne vive le conseguenze. Il confronto mette alla prova gli strumenti del diritto e conduce a una Carta dei diritti cognitivi.

Perché la sovranità rischia di svuotarsi quando i diritti restano scritti e le decisioni diventano impossibili da contestare.

«Sono un giurista.

Credo che ogni problema, anche nuovo, contenga già la norma che può governarlo: basta saperla cercare.

Per questo sono ottimista:
credo ancora che le istituzioni possano fare ciò per cui sono nate.»

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La voce di Solone nei dialoghi