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Trasparenza algoritmica
Ogni persona ha diritto a conoscere i criteri con cui i sistemi digitali selezionano, amplificano o sopprimono le informazioni che la raggiungono.
Nasce dal dialogo:
«Il giardino murato» →Perché:
- La trasparenza dovuta da chi governa l’accesso al sapere non consiste nel mostrare il codice riga per riga né nel rinunciare a personalizzare i servizi: consiste nel fatto che le regole con cui si decide che cosa far vedere non possano restare un segreto d’azienda precluso a chi le subisce.
- Chi non conosce i criteri con cui viene scelto ciò che legge non ha modo di contestarli, di aggirarli né di tenerne conto quando decide: in queste condizioni l’ignoranza funziona come una dipendenza.
- Il diritto di sapere come, da chi e secondo quale criterio si è guidati non serve a controllare tutto, cosa che nessuno riesce a fare e nessuno pretende, ma a non essere guidati a propria insaputa.