Il caso
Il caso di Bauci: lo sportello dell’anagrafe aperto ma irraggiungibile
Bauci va all’anagrafe per rinnovare la carta d’identità come ha sempre fatto e scopre che serve una prenotazione online che non sa fare; riesce a completarla solo con l’aiuto di un conoscente esperto. Mostra come una persona istruita e autonoma possa trovarsi davanti a uno sportello aperto senza potervi accedere, senza che nessuno abbia deciso di escluderla.
La madre che firmava con una croce e il maestro sull’uscio
Una donna che a malapena sapeva leggere aveva i suoi diritti, ma per esercitarli dipendeva dal maestro elementare che le leggeva le carte del Comune: il problema non era la sua capacità di capire, ma uno Stato che le parlava con documenti che non poteva leggere.
Le idee
L’esclusione digitale è un problema collettivo di accesso ai diritti
L’esclusione di chi non sa usare i servizi pubblici digitali non è il problema privato di chi «non è bravo col computer», ma un’ingiustizia collettiva nell’accesso ai diritti: nasce senza colpevoli, dall’effetto cumulato di scelte di digitalizzazione ciascuna ragionevole, e proprio per questo va riconosciuta, misurata e affrontata come una privazione di un diritto fondamentale.
Ogni passo della trasformazione digitale va accompagnato, non rimediato dopo
Senza rallentare l’innovazione né tenere in vita all’infinito i canali del passato, ogni passo della trasformazione digitale dei servizi deve essere accompagnato fin dall’inizio da un investimento pari nella formazione e nel supporto di chi rischia di restare indietro, come lo Stato fece con l’alfabetizzazione quando la riconobbe precondizione della cittadinanza.
Punti da tenere a mente
- Finché lo Stato lascia l’incapacità di usare i servizi digitali come responsabilità personale dei singoli, non la affronterà con la serietà con cui affrontò l’analfabetismo, quando riconobbe l’alfabetizzazione come precondizione della cittadinanza.
- Il diritto di accedere alle infrastrutture digitali attraverso cui si esercitano i diritti fondamentali non si esaurisce nella disponibilità tecnica di uno strumento: si misura nella reale possibilità, per chiunque, di usarlo.
- Ogni passo della trasformazione digitale deve essere accompagnato fin dall’inizio, e non rincorso o rimediato dopo, da un investimento pari nella formazione e nel supporto di chi quel passo rischia di lasciare indietro.
Il diritto che emerge
Diritto alla rimozione degli ostacoli digitali
Diritto di ogni persona ad accedere, con una reale possibilità d’uso e non solo con una disponibilità tecnica, alle infrastrutture digitali attraverso cui si esercitano i diritti fondamentali.
Art. 1 — Rimozione degli ostacoli digitali →I concetti
Passaggi dal libro
Gli ostacoli economici, culturali e tecnici che impediscono questa possibilità non sono un effetto collaterale tollerabile della modernizzazione.
Sudditi digitali, «Lo sportello chiuso», sezione «Il diritto che emerge»
L’esercizio di un diritto non può dipendere dalla fortuna di avere accanto la persona giusta.
Sudditi digitali, «Lo sportello chiuso»
Senza quel ponte, la digitalizzazione non è un progresso per tutti: è un progresso per chi del ponte non ha bisogno.
Sudditi digitali, «Lo sportello chiuso»
Chi è già dentro non se ne accorge. Chi è fuori trova solo porte che aprono su altre porte.
Sudditi digitali, «Lo sportello chiuso», sezione «Sintesi»
Quindi mi state togliendo l’unica strada che sapevo percorrere, e me ne date in cambio una che non so percorrere.
Sudditi digitali, «Lo sportello chiuso»
Domande aperte
Se ogni passo della digitalizzazione dei servizi ha, preso da solo, la sua logica, chi ha il compito di sommare i passi e chiedersi chi, alla fine della somma, resta fuori?
Perché la strada nuova deve chiudere quella che si sapeva percorrere? Il diritto che emerge non chiede di mantenere all’infinito i canali del passato, ma il dialogo non dice quando, e a quali condizioni, sia legittimo chiuderli.